Facebook: i “mi piace” che non dovresti chiedere mai (e altre bazzecole altrettanto raccapriccianti).

Ok, ammettiamolo, la richiesta di un “mi piace” non ha mai ucciso nessuno, ma dieci richieste al giorno cominciano a pesare sullo stomaco. Io, mediamente, ne ricevo tra le 30 e le 35. Vanno dalla pagina fan dell’autore alla pagina “mai letto ma mi piace sulla fiducia” del libro, dal festival letterario fatto in casa – in giuria zii e cugini di Gennarino Coccolino Scrittore, e Gennarino Coccolino come guest star – al concorso poetico che chiede venti euro a poesia, e si vincono i libri scritti dai giurati.
Questo post non vuole certo dirvi quando chiedere un “mi piace” ai vostri contatti, vuole solo farvi sapere che molte volte i vostri contatti finiscono per odiarvi. E ne hanno tutte le ragioni.

1 Prima mi piacevi di più, e prima nemmeno ti conoscevo

Le più fastidiose richieste di mipiacciamento arrivano sempre dai nuovi amici, dai nuovissimi, dai tizi che vi hanno appena chiesto l’amicizia su Facebook e già pretendono d’annoverarvi tra i loro fan più accaniti.

Se scrive, deve piacere!

Gennarino Coccolino Scrittore chiede d’essere mipiacciato in qualità d’autore. Conoscete Gennarino? No. Conoscete i libri di Gennarino? No. E allora cosa minchia vuole da voi questo tizio? Semplice! Questo tizio vuole fare numero. Non vuole la vostra amicizia, vuole il vostro click su quel “mi piace”. Il mio spassionato consiglio è mandare Gennarino a farsi benedire, rimuovendolo dai contatti.

Se scrive, il suo libro deve piacere! 

Solitamente le due richieste vanno in coppia: deve piacervi lui – in qualità d’autore – e ovviamente anche la sua ultima fatica libresca.
Negli anni sono incappata addirittura in una tizia che è riuscita a infilare, una via l’altra, quattro richieste di “mi piace”: tre di queste erano relative ai suoi tre libri pubblicati a pagamento. L’orrore nella sua forma più pura è la richiesta di “mi piace” ai libri EAP, tenetelo sempre presente.

2 Il suo blog deve piacerti

Gennarino Coccolino ha un blog, non che sia una novità, siamo in tanti ad avere quella roba lì. Non avete mai scambiato quattro chiacchiere online con Gennarino, eppure Gennarino è convinto che il suo blog possa rientrare tra i vostri interessi.

Il suo blog è un blog letterario

Magari in bacheca vi è pure scappato di buttare un occhio su qualche post di Gennarino, ma se il titolo di un blog libresco recita Un po’ di me, e quel po’ è scritto da cani, avete mille buoni motivi per non perderci del tempo: il buonsenso vi dice che gli articoli saranno scritti persino peggio, e il buonsenso queste cose le annusa a distanza.
Eppure l’autore del blog – che si danna a spargere in giro quel po’ scritto come non si dovrebbe – vuole il vostro “mi piace”. Potete quindi fare due cose: levarvi dalle balle un lit-blogger con quel po’ di problemi, levarvelo dalle balle dopo avergli inviato questa infografica.

Il suo blog parla di politica, scie chimiche e altre amenità

Amenità che non vi interessano. E probabilmente tutto quello che Gennarino pubblica su Facebook smuove in voi il medesimo karma. Che fare? Rimuovetelo da lì, prende solo del posto.

Il suo blog è il suo blog e parla solo di lui

Le autobiografie a puntate risultano piuttosto comiche: tizio ha scritto un libro. Chi no? Tizio ha scritto una poesia, e nove volte su dieci fa schifo. Tizio ha tante cose da dire al mondo ma il mondo non lo legge, forse perché tizio non dice niente di particolarmente interessante. E hai voglia a dare la colpa al mondo quando stai annoiando la platea!

Tizio, invece di pretendere di piacere, dovrebbe fare due cose: chiudere il blog o scrivere cose degne d’essere lette. Non ci riesce? Dunque chiuda il blog.
Nessuno è tenuto a far campare la roba brutta a colpi di “mi piace”. Un blog personale è, spesso e volentieri, una sequela ininterrotta di paturnie. Se le paturnie non sono collettive, interessano agli amici stretti e a qualche parente. Siatene consapevoli e ringraziate chi vi vuole bene e vi sopporta anche online.

3 I “mi piace” a tiro incrociato

Gennarino Coccolino Scrittore chiede il “mi piace” alla pagina fan di suo cugino, il cugino chiede il “mi piace” alla pagina fan di Gennarino. Rimuoveteli entrambi dai vostri contatti. La rottura di balle a scopi personali potete anche spiegarvela, ma la furberia da quartierino è roba da scuole elementari.

4 Mi piace il MIO post, mi piace la MIA foto, mi piace il MIO status

Non vi viene chiesto di fare nulla, una volta tanto. Solo di prendere nota di un fatto: Gennarino apprezza ciò che pubblica sul suo diario Facebook. E spesso il “mi piace” è solo e soltanto il suo. Rimuovete questo Gennarino, non avete tempo da perdere con chi si apprezza così tanto.

5 I “mi piace” nei messaggi privati

Qualche scaltrissimo Gennarino Coccolino ha capito che la richiesta di mipiacciamento vis-à-vis – o video a video – porta grandi benefici: ignorare una richiesta generica è facile, mentre sfanculare direttamente il richiedente non riesce a tutti. E Gennarino ci conta moltissimo, lui sa che il più delle volte – per cortesia o per evitare scontri – il malcapitato dovrà farlo contento.

Dammi il tuo “mi piace” e fammi vincere la Coppa del Nonno

Gennarino partecipa a un concorsino – letterario, poetico, fotografico – e per vincere una pacca sulle spalle ha bisogno di voi, ché alla fine occorrerà contare i “mi piace”.
Dunque si prodiga in spiegazioni: entra nella pagina del concorso, metti il “mi piace” alla pagina così da poter votare, cerca il mio nome e la mia opera, caccia lì il tuo “mi piace”. Perché di certo la sua opera d’ingegno vi piace, lui lo sa, ne è certissimo.
Come può pensare abbiate tutti questi riguardi nei suoi confronti? Be’, ma è ovvio! Voi a lui ci tenete certamente, ci tenete perché siete amici su Facebook, e per Gennarino gli amici contano moltissimo. Ma solo se può scroccare favori.

Gennarino ha scritto un libro: contenti, vero?

Ha tentato di farvelo sapere inserendo il link all’acquisto sul vostro diario Facebook. Voi, cattivi, l’avete ignorato. O, peggio, l’avete cancellato con infamia.
Gennarino non può tollerare un simile comportamento: come osate fregarvene? Come osate non complimentarvi col grande autore? Ma, soprattutto, come osate non comprare il suo libro?
Quindi si fa vivo nei messaggi privati, forse vi è sfuggito ciò che tentava di farvi sapere, e voi non potete lasciarvi sfuggire una tale opportunità. Vi contatta con un “Ciao, come stai?” – probabilmente non vi siete mai sentiti prima – e vi caccia il link all’acquisto, il link del booktrailer e il link della prima recensione al capolavoro. Recensione che ha scritto mamma Coccolino in persona, fierissima di vedere pubblicato il figliolo. Meglio se autopubblicato, meglio ancora se pubblicato a pagamento.

Cosa fare? Potete far finta di niente – ma dopo qualche ora Gennarino vi richiamerà all’ordine – o potete bannare Gennarino Coccolino. Bannate anche la sua mamma, in caso avesse un profilo Facebook.

6 La pagina fan è ancora poco: Gennarino apre un gruppo su Facebook

Gennarino, non ottenendo i vostri “mi piace”, decide d’agire in grande stile. Poverino, deve proprio fare tutto lui, siete dei pigroni! Quindi vi stipa – assieme a tutti i suoi contatti – nel gruppo Facebook “Le magnifiche scritture di Gennarino Coccolino Scrittore”. Tema del gruppo: quel che scrive Gennarino. Commenti ammessi: i complimenti a Gennarino e a ciò che scrive.
Uscite immediatamente da lì e flaggate l’opzione “Impedisci ai cretini del gruppo di cacciarmi nuovamente nell’identico pasticcio”.

7 La Gennarino Coccolino Band

Gennarino Coccolino, per forza di cose, frequenta i suoi simili. Sono gli unici che ancora lo sopportano e se lo tengono caro, avendo con lui proficui scambi di “mi piace”.
I Gennarini frequentano spesso gruppi Facebook di promozione libresca, promozione dei loro libri, naturalmente. Bande di Gennarini postano il link all’acquisto del loro libro, nessuno legge i libri degli altri e tutti postano il proprio. Per mettere fine alla giostra, potrebbero decidere di inserire voi in quel gruppo e farvi fare la parte che nessun Coccolino vorrebbe mai interpretare: quella del lettore.
Uscite subito dal gruppo, bannate il Gennarino Coccolino, bannate chi vi pare e fate del largo. Voi siete davvero dei lettori, non avete bisogno di dimostrarlo ai Gennarini, e non avete bisogno di sorbirvi la loro brodaglia.

Qualche mese fa sono stata infilata in un gruppo libresco di tal fatta. Prima ancora di potermene andare, la Gennarina invitante mi aveva taggata in un post di benvenuto. Quasi avessi chiesto io d’entrare in famiglia.

8 Gennarino Coccolino vi consiglia l’amicizia dell’amico suo, tanto carino e tanto scrivente

E chi potrà mai proporvi, Gennarino, se non un tizio fatto alla sua stessa maniera? Ecco, appunto. E allora fuggite. Immediatamente. Bannando l’amico di Gennarino per scrupolo e Gennarino per raggiunti limiti di sopportazione. Inutile levargli solo l’amicizia, verrebbe a chiedervi perché non gli volete bene e, tanto per non perdere una sana abitudine, infilerebbe nel messaggio il link all’acquisto del suo libro.

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About Gaia Conventi

Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

34 responses to “Facebook: i “mi piace” che non dovresti chiedere mai (e altre bazzecole altrettanto raccapriccianti).”

  1. sandraellery says :

    Non essendo su FB, e sono sempre più felice di non esserlo, nonostante in molti mi consiglino l’iscrizione a qualsiasi social “perchè tu scrivi e così ti fai conoscere” (senza rendersi conto che tra il “farsi conoscere” e il “spaccare le palle” la linea di confine è spesso inesistente) dicevo non essendo su FB mi sfugge del tutto la reale portata del Mi piace in termini di ritorno di popolarità, ma sto fenomeno sta diventando imbarazzante oltre che fastidioso. Buona settimana Gaia.

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  2. diait says :

    (senza rendersi conto che tra il “farsi conoscere” e il “spaccare le palle” la linea di confine è spesso inesistente)

    sintesi magistrale!
    a volte non fai a tempo a dare l’amicizia a qualcuno, che ti ritrovi i suoi post sulla tua bacheca, e – sempre sulla tua bacheca – gli inviti a ogni suo evento, presentazione, uscita, post di FB, ecc.
    se sei un tipo che si fa degli scrupoli – cioè capisci le esigenze e le difficoltà di un Amico/a scrittore, pittore, regista o altro, e vuoi sostenerlo – alla fine ti ritrovi a passare intere giornate a fargli/le da press agent.

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  3. sedcetta says :

    L’ha ribloggato su Cetta De Lucae ha commentato:
    I Giramenti del lunedì sono oltremodo istruttivi, per tutti i Gennarini e le Gennarine del web.

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  4. Alessandro Madeddu says :

    Ah che meraviglia quei gruppi di lettura su Facebook dove ci sono solo link d’acquisto… 🙂

    Liked by 1 persona

  5. pennepapiri says :

    La cosa peggiore, essendo editore, è che ricevo centinaia di richieste di amicizia da emeriti sconosciuti che, una volta accettata (ahimè), ti richiedono i “mipiace” sulle loro pagine/profili/gruppi, ti inviano copertine dei loro libri EAP, fino a contattarti anche in privato per sottoporti opere di poesia/narrativa. Tra l’altro non si accorgono che non siamo una EAP e pubblichiamo saggistica medievale (un’occhiata al sito prima di chiedere l’amicizia no?). È la disgrazia di avere nel nome del profilo le parole “edizioni” o “editore”: sono carta moschicida per Gennarino Coccolino Scrittore & C.

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    • Gaia Conventi says :

      I Coccolini Scrittori tendono a usare il metodo “fare mucchio”. Non importa cosa pubblica la tua casa editrice, non importa cosa scrivo sul mio blog: l’importante è contare i “mi piace”.
      Tu che fai dopo la richiesta di mipiacciamento del primo che passa? Porti pazienza o lo metti nella differenziata? 😉

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  6. mozart2006 says :

    Il problema è comunque risolvibile. Se si tratta di un tipo che per altre ragioni ti è simpatico, basta chiudere il diario e bloccare tutti i suoi inviti. A me su Facebook danno molto piú fastidio gli inviti ai giochi. In quei casi ho una risposta standard: “Se mi mandi un altro invito per Farmville, io te ne mando uno per Camposanto City” 😀

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    • Gaia Conventi says :

      Ho bloccato tutti i giochi e tutte le persone che mandano tali inviti. Dopo un po’ il problema si è risolto.
      Ma la richiesta di “mi piace”, come la blocco? O come blocco la possibilità d’essere inserita nel gruppo del “compra, comprati ‘sto Gennarino book”?
      Risolvo bannando.
      Non sto nemmeno a chiedermi se fuori da lì, in una galassia parallela, il tizio sia una brava personcina simpatica. Sì, insomma, non sono il suo medico curante. 😉

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  7. ilcomizietto says :

    Gaia, e tu volevi convincermi a usare FB? Lunedì prossimo voglio 8 motivi per rimanere su FB! 🙂

    La mia teoria è che più fatica fai a farti seguire, più è alta la qualità dei follower. Da me, per ora, questa teoria ha riscontri pratici notevoli: i miei follower sono adorabili! In 7 anni le rotture di rotule si contano sulle dita di una mano. 🙂

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    • Gaia Conventi says :

      Certo che volevo convincerti, e lo voglio ancora! 😀
      Su Facebook ho amici carissimi con cui fare quotidianamente grandi ghignate. Poi ci sono i Gennarini.

      [Vedrò di lavorare al post pro Facebook].

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    • impossiball says :

      Comiz, a me non scrive mai nessun Gennarino, nessuno chiede mipiacciamenti libreschi, nè invita a gruppi: basta selezionare gli amici, aggiungere solo quelli che conosci e non rendere pubblico granchè del tuo profilo (Gaia lo fa e poi si lagna di Gennarino, è colpa sua quindi, non di facebook)

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      • Gaia Conventi says :

        Dipende da cosa se ne fa un tizio del suo account.
        Se lo si usa per allargare la cerchia dei lettori del blog, per farsi conoscere come autori, per ritrovare vecchie amicizie o per farne di nuove…
        Io ho il profilo “nome e cognome” – i post sono visibili solo agli amici – e la pagina del blog.
        Avrei potuto aprire un profilo “nome inventato”, ma per farmene cosa?

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        • impossiball says :

          Beh, ma infatti suggerivo al comiz un uso tipo quello che ne faccio io: non ho un blog, non devo allargare cerchie di lettori, certi vecchi amici preferisco non ritrovarli, ecc.

          Tu ovviamente ne fai un uso diverso e sei più esposta ai Gennarini vari.

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          • diait says :

            mi associo al ragionamento di impossiball.
            anch’io ero su FB sotto pseudonimo, e per chi vuole farne l’uso proposto da impossiball suggerirei gli stessi accorgimenti.

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      • ilcomizietto says :

        È la mia forma mentis che non è compatibile con FB. Ho provato. Ho un account fake, ma dopo 5 minuti mi sembrava di essere sul sito dell’INPS e io sul sito dell’INPS dico cose che mi causeranno la dannazione eterna. (E non sono credente, pensa te quante ne dico!) Magari fra qualche anno ci riprovo. 🙂

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        • impossiball says :

          prova a NON usare un account fake, aggiungi solo ed eswclusivamente la gente che conosci e butti un occhio sulla timeline per vedere come lo usano. E’ utile anche solo come aggregatore di notizie 😉

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  8. minty77 says :

    Non avendo Facebook, la vera rottura di balls che mi portano i ‘mi piace’, è quando frotte di ignari (ignari di fare una cosa di una ‘poracciata’ pazzesca, cioè) capitano su forum, blog, gruppi di anobii e quant’altro che frequento ed elemosinano “mi piace” per la loro poesia/foto/opera-a-caso iscritta al concorso tal-dei-tali.
    Che poi l’atteggiamento generale del tipo “fatemi un favore, andate e clikkateee!”, mi lascia sempre basita: cioè, l’opera a concorso non è proprio contemplata in tutto ciò, non occorre che tu la guardi, la confronti con le altre, la valuti, ecc. No, l’importante, e ciò che si dà sempre invariabilmente per scontato, è che tu clikki ‘mi piace’ così, giusto per simpatia e perché te l’hanno chiesto per favore (io voglio provare a uscire per strada e cominciare a fermare sconosciuti chiedendo se mi fanno favori così, sulla fiducia della mia bella faccia. Voglio vedere cosa succede…). Una roba tristissima!
    Che poi, ancor più tristi quelli che certi concorsi li organizzano, che far vincere qualcosa a qualcuno solo in virtù dei ‘mi piace’, sapendo benissimo il meccanismo di mercimonio che c’è dietro a ‘ste cose, e la nullità di valore di simili voti, è proprio da dritti! Ma in fondo a loro mica frega un tubo dei concorsi stessi che indicono, tanto l’importante è l’hype e il traffico sulla loro pagina, e chi s’è visto s’è visto.
    In pratica, tutti a sbattersi per lo scambio di una ‘moneta’ senza alcun valore (i ‘mi piace’) ai fini di una popolarità virtuale del pari senza valore e/o di far sembrare popolare, ugualmente virtualmente, la propria page. E in tutto il bordello, il signor Zuckerberg che conta i soldi e si avvia alla conquista del mondo (solo quello virtuale?). Una distopia realizzata mica da ridere…

    Comunque, tutto ‘sto papiro solo per dire, a tutti quelli che si sbracciano nel web spaccando i ma*oni al prossimo per un click su FB, e a tutti quelli che alimentano il fenomeno correndo a clikkare come psico-scimmie ammaestrate a ogni richiesta, che l’unico istinto che mi fanno venire ogni santa volta è quello di mandarli tutti, globalmente, ferocemente a FANC*LO!!! -____-

    Per il resto, grandiosa la t-shirt sull’amore da 1 a 10… XD

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    • Gaia Conventi says :

      Ebbene sì, fuori da Facebook c’è tutto un mondo virtuale che, a quanto pare, ha gli stessi problemi del grande fratellino social.
      La richiesta di mipiacciamento arriva dove meno te lo aspetti, ne ricevo persino su Linkedin. Ora, mica per dire, ma c’è davvero qualcuno che si fila Linkedin e lo scambia per un social amicale. Non che abbia notizia di qualcosa di serio e interessante accaduto grazie a Linkedin, ma certo utilizzarlo al pari di Facebook… Ma vabbe’, per carità, gli irriducibili stanno dappertutto.
      Il fatto dei concorsi – di chi organizza concorsi con mipiacciamento – è parecchio interessante. Possibile che questi non si rendano conto che la “giuria popolare” è vagamente spinta a cliccare il tizio che insiste con maggior tenacia? Più probabile, come dici tu, che gli organizzatori se ne sbattano. Se conoscono il web, e mi pare ben strano non sia così, sanno anche come arrivano gli attestati di gradimento. Dunque non vince l’opera migliore – poesia, racconto… – ma solo l’autore con la faccia più inossidabile.
      Ma guai a farlo presente, ché poi la risposta è sempre la stessa: è tutta invidia. E devo dire che un pochino invidiosa lo sono, invidiosa del tanto tempo libero di questi Gennarini Coccolini Scrittori. E invidiosa di come dormono bene gli organizzatori di concorsi col mi piace, nonostante la figura magrella agli occhi di chi, davvero, i libri li legge.

      Ma questo è il web e questa è l’idea che parecchia gente ha dell’editoria.
      Possiamo decidere di farne una guerra – persa – o perculare l’andazzo. Direi che perculare mi riesce meglio. 😀

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      • minty77 says :

        Il fatto dei concorsi – di chi organizza concorsi con mipiacciamento – è parecchio interessante. Possibile che questi non si rendano conto che la “giuria popolare” è vagamente spinta a cliccare il tizio che insiste con maggior tenacia?

        Lo sanno, lo sanno. E se ne fregano; o, quando non se ne fregano, gestiscono la cosa in maniera barbina, producendo risultati come questi:

        http://www.mangaforever.net/159671/planet-manga-e-lesito-dellassassination-classroom-sticker-contest

        dove non si capisce chi fa più magra figura, se l’organizzatore del concorso che cambia le regole solo a contest finito (quando ormai s’è spremuto il serbatoio della visibilità per tutto ciò che poteva dare) o il concorrente che si lamenta pubblicamente perché lui i suoi ‘like’ li ha avuti tramite gruppi di scambio di mipiacciamenti (pure questi esistono?!) legali e non usando applicazioni fraudolente per il mipiacciamento automatico (ah beh, allora…).
        Ce n’è di che correre a sbronzarsi per dimenticare che viviamo nell’era-Facebook…

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  9. impossiball says :

    Sull’infografica leggo “solfeggio in chiave di fa”: mi suona un po’ come “impaginazione di un concerto”. Ovvero: ‘na cazzata. Chiedi all’esperto di famiglia che sono roso dal dubbio.

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    • Gaia Conventi says :

      Urcocàn!, devo attendere il ritorno dell’esperto.
      Visto che da qui alle 18 avrò completamente scordato perché aspettavo il suo rientro: a quell’ora mandami un pvt su Facebook.

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  10. diait says :

    quella della cella col periscopio a F di FB è notevole, ma anche tante altre su temi ben più seri.
    Tipo quella dei bambini che giocano con l’automobilina, e uno lava i vetri del parabrezza mentre l’altro (bianco) gli fa segno di no.

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  11. sarapintonello says :

    per il punto 7, potrebbe anche essere che la sua band, è sempre lui con una miriade di profili 😉

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  1. Giramento del lunedì | Cercando Oblivia - 21 luglio 2014
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